Durante il fine settimana passato ho assistito a due conferenze molto interessanti, una tenuta dal Prof. Malanga sulla questione delle "Abduction" (rapimenti da parte degli alieni ) e l'altra organizzata da Acacia Edizioni intitolata "Black Genenis" incentrata sul contributo di Robert Bauval concernente le origini della civiltà egiziana.
Prima di entrare nel merito degli argomenti trattati vorrei dedicare poche righe ad alcune considerazioni sul confronto che è spontaneamente sorto fra le due conferenze.
Le aspettative erano che la seconda, grazie alla presenza del suddetto Robert Bauval (Il mistero di Orione, Il pianeta degli Dei, Il talismano ecc... ) e di Robert Schock (Piramid Quest , Voices of the Rocks ecc... ) ed alle potenzialità logistiche messe in campo della Acacia Edizioni, nella figura di Roberto Pinotti, sarebbe stata di gran lunga quella con la maggior affluenza.
Contrariamente a queste previsioni la conferenza del Prof. Malanga (Alien cicatrix, Alieni o demoni), organizzata dalla associazione Olistage, ha raccolto molti più spettatori.
Questa considerazione non è fine a se stessa e non è puramente statistica. Dal mio punto di vista il diverso "successo" delle due manifestazioni è emblematico di una situazione che si è venuta a creare nel panorama dell'editoria di settore.
Come forse saprete, alcuni mesi, fa Acacia Edizioni già editore delle riviste Hera ed Area 51, dirette rispettivamente da Maurizio Baiata e Adriano Forgione, ha acquisito anche Notiziario Ufo (organo ufficiale del C.U.N. ) ed Archomisteri, riunendo di fatto sotto la stessa bandiera riviste speculari ma concorrenti. Ponendo Roberto Pinotti alla guida di tutto questa sorta di palinsesto ed estromettendo i precedenti direttori è stata di fatto monopolizzata l'informazione ufologica e paleoastronautica italiana. Questo fino a quando, fortunatamente, Baiata e Forgione sono tornati nelle edicole con le loro nuove riviste X-Times e Fenix.
Una delle ragioni per cui le riviste sono passate di mano sembrerebbe fosse l'eccessiva libertà di informazione che in esse veniva garantita. Il dottor Pinotti ha più volte sottolineato che la decisione dell'editore di affidare a lui la supervisione delle suddette riviste era maturata per conferire ad esse maggior credibilità, maggior pragmatismo e valore scientifico. Detto in parole povere l'idea era quella di ridurre i limiti d'indagine entro cui muoversi, affidandosi ad un maggior controllo delle fonti e delle credibilità delle stesse. Apporre un filtro che impedisse di pubblicare argomenti troppo controversi o "controproducenti".
Proprio per questo la conferenza del Prof. Malanga ed il successo maggior rispetto all'altra (che si tenevano entrambe a Roma e nello stesso fine settimana ) assume una valenza particolare. L'argomento era "i rapimenti alieni" che, già di per sé, è un argomento scomodo ma ancora più di questo lo è l'interpretazione negativa che lo studioso ne da, basandosi su decenni di ricerca. Questo taglio pessimistico dei fenomeni di contatto lo ha in qualche posto ai margini della comunità ufologica. Come racconta lui stesso è stato tacciato di compiere "terrorismo ufologico".
La partecipazione numerosa alle sue conferenza ha, dal mio punto di vista, dimostrato che l'atteggiamento prudente del C.U.N. e del suddetto editore non è quello che la gente si aspetta. Per poter provare a comprendere il significato della presenza aliena sul nostro pianeta è necessario liberarsi di qualsiasi preconcetto ed essere pronti a considerare anche la peggiore delle ipotesi. Nel tentativo di confermare l'una o l'altra ipotesi, come ad esempio l'influenza positiva della presenza aliena sulla Terra, non può che produrre risultati incompleti ed incoerenti. Questa preferenza da parte del pubblico nei confronti delle notizie non filtrate, ottimistiche o meno, più o meno credibili, è dimostrata anche dalla migrazione di molti lettori di Hera ed Area 51 (che adesso si chiama Area di Confine ) verso Fenix e X-Times.
Le persone che seguono questi argomenti hanno così dimostrato di essere in grado di decidere per se stesse, di non aver bisogno di balie intellettuali nell'approcciarsi alla questione aliena.
Entriamo ora nel merito degli argomenti trattati.
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