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Atterraggio a Holloman - Pagina 3

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Clark McClelland è da molti considerato un testimone attendibile per la sua provenienza Nasa e per il fatto che in seguito alle sue rivelazioni venne licenziato in tronco e gli venne negata la pensione. Ne seguì un lungo e provante processo giudiziario che non portò a nulla e che anzi rovinò la vita all'ex ingegnere di volo. Nella sua testimonianza egli descrive così ciò che successe :
"Poco dopo che l'Aeronautica USA divenne una branca separata del servizio, la base Aeronautica di Alamogordo si chiamò Holloman AFB in onore del Colonnello George V. Holloman, un pioniere della ricerca e dello sviluppo dell'aeronautica. Il vecchio aerodromo di Alamogordo era stato una base d'addestramento per bombardieri pesanti. Poi il Presidente Dwight Eisenhower atterrò a Holloman. Fu un atterraggio come tanti, senza complicazioni. Un grande Lockheed Constellation in quei giorni trasportava oltre 125 passeggeri, ma c'erano non meno di venti assistenti e uomini dei servizi segreti nella cabina principale, con un equipaggio di 14 per ognuna alla sua stazione.
A circa 7.000 piedi dall'atterraggio, il Maggiore Bill Draper, il pilota, invertì i motori e l'aereo rallentò visibilmente rullando fino al termine della pista. L'Air Force One rullò all'indietro per circa 75 iarde e si fermò. Tutti i motori vennero spenti. Circa 300 persone in una posizione privilegiata videro atterrare l'Air Force e chiamarono altri ad altre finestre, postazioni di lavoro e punti strategici.
Dev'essere sembrato ben strano vedere l'aereo presidenziale parcheggiato là fuori, a quasi mezzo miglio di distanza, in solitaria tranquillità. Nessun tappeto rosso, nessuna banda, nessuna parata d'onore, solo il canto lontano di qualche allodola. In seguito, il personale della base tornò al suo posto, e la domanda era sempre la stessa: C'è Ike? Cosa sta succedendo? Ai civili e ai militari della base venne spiegato che nonostante la presenza del Presidente, si trattava di una giornata lavorativa come le altre. Pochi minuti prima, il Colonnello Sharp, il comandante della base, e diversi ufficiali si erano recati alla torre operativa per veder atterrare l'aereo presidenziale. La prima comunicazione che ricevettero alle 8:10 circa fu: - Torre Holloman, qui Air Force 7885 dieci miglia est di Maryhill -. Richiesero istruzioni per l'atterraggio, il traffico e la direzione del vento alla base. La pista scelta per l'atterraggio era la più lontana rispetto agli hangar e agli stabilimenti. Al personale fu chiaro che quello che stava accadendo o stava per accadere doveva essere il più lontano possibile.
Poco potè essere visto, ameno di non trovarsi in un punto d'osservazione privilegiato e avere dei binocoli. I telefoni di tutta la base erano occupati, e molte erano le domande tra cui, è ancora sulla pista? Circa dieci minuti dopo che l'aereo era atterrato, i responsabili diedero istruzioni di spegnere tutti i radar. Sharp aveva assegnato le operazioni alla base al suo vice comandante durante tutta la permanenza del Presidente. Si era sentito in dovere di stare con lui senza distrazioni. Attorno alla base erano c'erano una dozzina di pattuglie di ricognizione e piccoli radar ad alta risoluzione. Una telefonata segnalò alla torre due oggetti non identificati che sorvolavano il Range Road 12.
Un minuto dopo gli oggetti erano sul Range Road 7, a solo qualche minuto dalla pista. Gli uomini alla torre spostarono binocoli verso nord nella foschia del mattino. Poi qualcosa scintillò nel sole e qualcos'altro appena sotto ad esso. Giunse il rapporto di un altro oggetto a cinque minuti di distanza dai primi due. Il personale della torre, non sapendo cosa fossero, era sbalordito. Niente coda, niente ali, niente motori.
Solo oggetti rotondi che si avvicinavano all'aereo presidenziale sulla pista lontana con appena un gruppetto di ufficiali nella torre, incluso il Col. Sharp. Consapevoli che stava accadendo qualcosa di grosso, segnalarono questi oggetti, li registrarono e svolsero il loro solito lavoro.
I due oggetti si fermarono a circa 300 piedi sopra l'Air Force One e uno scese al lato più lontano dell'aereo, atterrandogli dolcemente davanti, a una distanza di circa 200 metri. L'altro oggetto sorvolò brevemente e poi attraversò la pista limitrofa in direzione dei grandi hangar e alcuni negozi. Si posizionò sull'asfalto sopra gli edifici. Il disco godeva di una posizione privilegiata rispetto a qualsiasi cosa si fosse diretta verso l'aereo presidenziale e il disco a terra. Fu con un certo sconcerto che due UFO giunsero alla base aeronautica di Holloman nel Febbraio del 1955. Non c'erano le premesse, all'epoca, per ritenerli extraterrestri. Alcuni tra coloro che videro o sentirono dei due velivoli alla base, quel giorno, pensarono potesse trattarsi di nuove tecnologie russe o tedesche.
Subito dopo l'atterraggio dell'UFO davanti all'Air Force One, un uomo, che molti credettero il Presidente, comparve alla porta d'ingresso dell'aereo, scese la scaletta e si avvicinò al disco che pochi minuti prima aveva aperto una sorta di pannello dispiegatosi in una piccola rampa. L'uomo vi salì, si fermò brevemente all'entrata, strinse la mano di qualcuno ed entrò, trattenendosi per circa 45 minuti, secondo i testimoni. Quando riapparve si diresse verso l'Air Force One. Per un certo tempo era rimasto di fronte ai testimoni, quasi tutti convinti che fosse Ike. Era senza berretto e molti ne riconobbero l'attaccatura dei capelli e l'andatura marziale.”
A questo punto però le cose si complicano ulteriormente perché nell'approfondire questo aspetto della vicenda sono emerse due contraddizioni: la prima riguarda l'affermazione del suddetto Mc Clelland secondo la quale l'incontro avvenne subito dopo che, nel 1948, la base divenne indipendente e cambiò nome, mentre Eisenhower divenne presidente appena 5 anni più tardi. La seconda invece ci riguarda più da vicino perché il nome di Mc Clelland l'abbiamo trovato associato a quello del nostro, perché italiano, valentissimo ricercatore Antonello Lupino. ( http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-36892/ )

L'Ente Spaziale americano, tramite la figura di Mc Clelland, contattò Lupino in un primo momento per chiedere i suoi dati anagrafici ed in un secondo momento per spiegargli che questi sarebbero stati inseriti in uno dei microchip del computer della sonda lanciata il novembre scorso, con la missione Nasa MP-401.

Vi chiederete il perché di un simile gesto e la risposta è assolutamente onorevole e motivo di orgoglio per il nostro ricercatore. Il riconoscimento fu deciso dopo che il videoclip dal titolo “Goodbye Heroes” da lui realizzato giunse alla Nasa. Tale filmato, presentato ad una conferenza, verteva sulla commemorazione dei 50 anni di voli spaziali trascorsi e voleva essere “una resa di Onori” agli EROI che hanno profuso energie, e rischiato la vita, per il fine ultimo della conoscenza dello spazio e dei suoi misteri.

Il problema è però un altro, a nostro parere. Come poteva Mc Clelland essere portavoce della Nasa dopo che da essa era stato licenziato e che la sua vita era stata per questo rovinata? Antonello Lupino, interrogato su questo argomento, ci ha riferito che Mc Clelland è rimasto in contatto con i membri della vecchia guardia della Nasa e che funge da tramite per coloro che intendono rilasciare informazioni ma che non vogliono vedere il loro nome associato pubblicamente alla questione UFO. A noi la cosa appare un po' stridente, sopratutto se si leggono le dichiarazioni dello stesso Mc Clelland presenti in rete.

Ma ne prendiamo atto riconoscendo l'indubbia professionalità di Antonello. Ciò che ci premeva era mettere in evidenza una volta in più come spesso le informazioni che provengono dagli insider siano viziate da contraddizioni ma che nonostante questo vadano analizzate con cura ed interesse perché altrettanto spesso contengono verità altrimenti inarrivabili per i ricercatori esclusi dai circoli delle persone a conoscenza dei fatti.

Concludo questo articolo facendo riferimento a Jacque Vallee, che descrisse l'episodio di Holloman come “il bastone e la carota”, per il fatto di essere stato più volte offerto ma mai consegnato. Egli stesso nel 1985 fu coinvolto in una situazione molto simile a quella di Emenegger e Linda Multon Howe, assieme ad Hynek, ma intuendo potesse trattarsi di un tranello furono loro i primi a tirarsi indietro.


Bibliografia:
Area 51 n.16 – 17
www.usac.it
www.dnamagazine.it
http://www.stargate-chronicles.com
www.abovetopsecret.com
http://eclectic.cgis-creative.com/stories/May94Emenegger.php
www.presidentialufo.com
Un UFO atterrò davanti al Presidente Eisenhower e altri ufficiali della base aerea di Holloman di Clark C. McClelland - traduzione di Lavinia Pallotta



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Ultimo aggiornamento ( Martedì 07 Luglio 2009 10:06 )  
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