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Atterraggio a Holloman

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Disclosure o debunking?


ThumbnailNella storia dell'ufologia moderna, che convenzionalmente comincia il 24 giugno 1947 quando Kenneth Arnold, riferendo il suo avvistamento sul monte Rainier, coniò il termine “flying saucer”, si sono verificati alcuni episodi di importanza straordinaria.

Il primo e più importante è sicuramente quello di Roswell, dove nel 1947 un oggetto non identificato si schiantò al suolo. Ci fu poi nel 1961 un episodio che rischiò di scatenare le terza guerra mondiale quando sui cieli europei furono rilevati dai radar numerosi oggetti volanti non identificati che, le fazioni opposte nella guerra fredda, attribuirono entrambe ai propri nemici.

Nel 1976 le immagini provenienti dalla missione Viking, in orbita attorno a Marte, suscitarono un'enorme scalpore per la scoperta del volto nella regione di Cydonia.
In Italia uno dei momenti più importanti fu il 1978 quando si verificò il più intenso UFO flap della nostra storia mentre il 1990 lo fu per il Belgio e l'Europa intera quando il numero e la qualità degli avvistamenti produsse l'intervento pubblico dell'aereonautica militare belga. Nel 1996 l'episodio di Varginha in Brasile e così via.

In questo articolo ci occuperemo di un evento che, se fosse possibile confermare, a nostro parere, si collocherebbe in cima ad una ipotetica scala di importanza, un evento in cui il contatto tra il governo statunitense e gli alieni non fu frutto del caso ma bensì di una specifica volontà.

Questo episodio è comunemente riconosciuto come "l'atterraggio a Holloman", dal nome della base in cui si sarebbe verificato.
Nel corso delle ricerche fatte ci siamo progressivamente resi conto che questo episodio è importante anche da un altro punto di vista: esso infatti rappresenta egregiamente quella commistione di verità e bugie, di testimoni attendibili e non, di avvedutezza e creduloneria che affligge l'ufologia.

Per avere un quadro completo, per quanto possibile in questo ambito, siamo dovuti ricorrere a diverse fonti integrando le informazioni le une con le altre.
Il fatto avvenne presumibilmente il 25 aprile 1964, ma la storia per noi comincia nel 1972 quando Robert Emenegger, documentarista e produttore, ed Adam Sandler
dall' Aereonautica Militare per la realizzazione di un documentario sugli UFO. Entrambi furono scelti, indipendentemente l'uno dall'altro, per la loro professionalità e non per la loro familiarità con la materia che infatti era per entrambi pressoché nulla.

ThumbnailFurono invitati presso la Base Norton, in California, dove in presenza di un ufficiale dell'AFOSI (Air Force Office of Special Investigation) discussero del progetto con Paul Shartle, direttore della Divisione Audiovisiva della Norton AFB. L'Aereonautica avrebbe messo a loro disposizione il seguente materiale :

  • Fotografie e film di UFO, foto di esseri alieni e di autopsie di Grigi.
  • Un film in 16mm di un alieno in compagnia di un ufficiale dell’ aeronautica militare. L’ alieno era scampato ad un incidente del 1949 ed era stato tenuto in custodia a Los Alamos fino alla sua morte nel 1952.
  • 800 piedi di pellicola circa un incontro tra tre alieni ed i militari della base di Holloman durante uno sbarco avvenuto negli anni ’60.
  • Fotografie di UFO prese da astronauti delle quali la NAS aveva negato formalmente l'esistenza.
  • Unica e presunta immagine dell'ufo di Holloman.

Ecco quindi che la notizia dell'episodio da noi analizzato fece la sua prima comparsa. Nel filmato si vedevano atterrare tre UFO di forma discoidale, presumibilmente a Holloman. Da essi uscirono alcuni alieni che si incontrarono con il comandante della base Emmanuel F. Bonvicin e due ufficiali del Servizio Informazioni. Emenegger descrisse successivamente sia la scena che gli alieni :
“Gli uomini di guarnigione alla torre di controllo localizzano sul radar tre oggetti volanti; cercano subito di mettersi in contatto radio con loro, ma invano. Parte una squadra di caccia da intercettazione con l'ordine, 'venuto da molto in alto', di limitarsi a scortare il volo degli UFO. Per pura coincidenza, a bordo di un elicottero di servizio, è in volo di ordinaria routine anche la squadra dei cineoperatori della base militare, che hanno così l'opportunità di filmare gli UFO in fase di atterraggio sul campo di Holloman. Uno degli oggetti comincia a scendere, mentre gli altri due rimangono in volo sospeso sulla base. Una seconda squadra di cineoperatori, in una diversa postazione riescono a filmare la discesa del disco sul campo. Dopodiché, il comandante della base e due ufficiali del Servizio Informazioni dell'Aeronautica s'inoltrano nel campo, mentre sullo scafo alieno si apre una porta scorrevole…”.
“due esseri simili all'uomo, vestiti con una tuta aderente, alti circa un metro e sessanta, pelle grigio-azzurrina, grandi occhi distanziati dal taglio orientale, testa a “pera” che si allunga dietro, vistoso naso a uncino. In testa avevano copricapi ornati da vari giri di larghe fasce (o nastri), portavano orecchini, e in mano un bastone simile ad uno scettro. Il comandante e i due agenti si fecero avanti per salutare gli stranieri. Poi li condussero in un edificio contrassegnato con il numero 383 che sorge in fondo al Viale di Marte”.

ThumbnailA questo primo incontro tra Emenegger e gli ufficiali dell'Aereonautica ne seguirono molti altri, all'ultimo dei quali, tenutosi al Pentagono, Emenegger mostrò la sceneggiatura al Col. Coleman, portavoce del progetto Bluebook, che confermò il suo nullaosta a proseguire.

Nel frattempo Sandler aveva già visionato i luoghi in cui si svolsero gli eventi, come l'edificio 383 e la pista d'atterraggio.
Poi, improvvisamente, il generale George Weinbrenner comandante dell'ATIC , cambiò idea e decise di negare ai due documentaristi il filmato contenente l'atterraggio a Holloman, adducendo come giustificazione che il pubblico americano era già troppo sconvolto per l'incidente del MIG 25 e per il Watergate.



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Ultimo aggiornamento ( Martedì 07 Luglio 2009 10:06 )  
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