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L'Ipnosi a distanza - Pagina 2

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L’ipnosi a distanza

Con la definizione di “ipnosi a distanza” intendiamo riferirci a una particolare modalità di induzione della trance ipnotica che vede l’ipnologo e il soggetto posti a distanze tali da non consentire loro una comunicazione diretta ma bensì attraverso un mezzo (telefono, computer, etc.) o in un contesto che non è privato ma pubblico.

I detrattori sostengono che non sia possibile porre un soggetto in stato ipnotico a distanza e che sia anche pericoloso. Già queste affermazioni appaiono contrastanti e dovrebbero dare la misura di quanta confusione (o malafede) ci sia: se non è possibile indurre la trance ipnotica a distanza come potrebbe la stessa risultare pericolosa?
Sul fatto che l’ipnosi sia pericolosa abbiamo già detto. Sul fatto poi che non sia possibile indurla a distanza attraverso un computer o un telefono, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Storicamente il primo pioniere degli studi sull’ipnosi a distanza fu il dottor Joseph Gibert il quale studiò la telepatia e le possibilità di inviare, mentalmente, indicazioni che potessero indurre in trance un soggetto posto a distanza. Gibert raccolse alcuni studi effettuati dal premio Nobel per la medicina Charles Robert Richet (9) il quale riusciva con una certa facilità, a porre in stato ipnotico persone distanti mediante quella che lui definiva “mental suggestion” (10).
Fu poi Pierre Janet (11) a dare ulteriore impulso allo studio delle ipnosi indotte a distanza.

A questo proposito Giuseppe Cosco (12) ricorda: “Ad esempio, il prof. Janet nel 1878 addormentò una sua paziente che si trovava lontano da lui e la costrinse ad uscire da casa e ad andare in un preciso posto. Nel 1869 erano stati fatti altri esperimenti dal dott. Dusart che li descrisse dettagliatamente e concluse che è possibile influenzare telepaticamente soggetti anche lontani diversi chilometri dall’agente. A dimostrazione di ciò furono effettuati sorprendenti esperimenti e in occasione del III Congresso di ricerche psichiche (nel 1927) Warcollier comunicò di esperimenti fatti con la sua collaborazione, tra New York e Parigi, in ambedue le direzioni, con una distanza di circa 6000 Km... Furono fatti 15 esperimenti di trasmissione di forme mentali da New York a Parigi, e si osservò coincidenza in 5 casi (33,3%). Nella direzione opposta furono eseguiti 20 esperimenti con 5 coincidenze (25%). Warcollier considera i risultati ottenuti un chiaro successo degli esperimenti telepatici a grandi distanze (L. Vasiliev, op. cit.).”

Gli esperimenti sulle induzioni ipnotiche a distanza furono portati avanti anche nell’Unione Sovietica ad opera del professor Leonid M.Vasiliev, che studiò la possibilità di telecomandare le persone attraverso una sorta di trance indotta a distanza. Si trattava di studi finalizzati a sviluppare quello che venne definito “Sistema psicotropico di Influsso” che, analogamente ai programmi segreti dell’MK-ULTRA, pare venisse impiegato per trasformare i soldati in “armi umane programmabili”. Tale sistema impiegava una combinazione di onde radio ad alta frequenza mista ad ipnosi (13).
Al di là di questi studi preliminari sono stati fatti recentemente veri e propri studi scientifici che dimostrano come l’ipnosi indotta a distanza sia possibile.

Al riguardo citiamo alcune pubblicazioni che ne trattano diffusamente:

"Hypnosis by phone",  (Owens HE. (Am J Clin Hypn. 1970 Jul; 13(1): 57-60
"Hypnotherapy over the telephone", Cooperman S, Schafer DW. (Am J Clin Hypn. 1983 Apr; 25(4): 277-9.
"Hypnosis by telephone"  (Roberts JA. (Med J Aust. 1978 Aug 12; 2(4): 158-60.
"Hypnotherapy at a distance through use of the telephone",  (Stanton HE. (Am J Clin Hypn. 1978 Apr; 20(4): 278-81.
"Successful treatment of sacroiliac pain by telephone. A brief clinical report",  (Van Nuys D. (J Am Soc Psychosom Dent Med. 1977; 24(3): 73-5.
Di questo tema se ne è occupato anche la community on-line legata al mensile di estrazione scettica Focus (14): “…Questi resoconti, davvero sconcertanti, provano come sia realmente possibile influire mentalmente sui propri simili, il che avvalora e rende, oltremodo, terrificante l’utilizzo di certi poteri. La realtà dell’azione mentale è stata dimostrata scientificamente e, se si nutrono ancora dubbi in proposito, per fugarli del tutto, occorre solo avere la pazienza di leggersi, per intero, i protocolli delle ricerche effettuate, in questo campo, da questi e altri seri studiosi e apprezzati scienziati. E poi, perché meravigliarsi se un individuo "dotato" può interagire con la mente profonda di un’ignara e inconsapevole persona, piegandola ai suoi voleri? Si legge, sempre più frequentemente, sui giornali, di gente (cassieri di banche, di supermercati, negozianti, ecc.) ipnotizzata da strani personaggi, in pochi secondi e, poi, rapinata”.

Recentememente poi è apparsa in rete una interessante intervista ad un medico psichiatra di cui riportiamo un estratto (15):
 “Al Policlinico Umberto I di Roma la Dott.ssa Renata Ferrante, psichiatra napoletana, ha messo in ipnosi profonda una paziente attraverso il telefono per prepararLa ad un intervento di colecistectomia.

Come è stato possibile questo, dottoressa?

Nessun potere particolare; in realtà l’unico “potere” è quello della comunicazione profonda con il paziente e l’acquisizione di un ottimo livello di fiducia, quello che in analisi verrebbe definito un transfert positivo.

È sufficiente questo per mandare in trance profonda un paziente con la sola voce telefonica?

Questo è il necessario presupposto. La paziente aveva già avuto con me precedenti esperienze analoghe e non era la prima volta che entrava in trance profonda attraverso il telefono. Alcuni anni fa, per un grave lutto non potei raggiungerla a Parigi dove doveva subire un importante intervento e pensai di prepararla all’ipnosi attraverso il telefono.

Come si è potuto attuare questo programma così singolare?

Innanzitutto bisogna capire che lo stato di ipnosi è uno stato di coscienza particolare e bisogna sfatare tutte le false informazioni che descrivono l’ipnosi come un condizionamento che il soggetto subisce passivamente. Non si può indurre una persona a fare una cosa che è veramente contraria alla sua morale. Esistono delle resistenze profonde che impediscono al soggetto di rispondere a comandi che non siano percepiti in sintonia con il fine terapeutico e migliorativo che lo stesso paziente si propone chiedendo l’aiuto dello psichiatra. In questo caso ho potuto ottenere dopo anni questo effetto utilizzando il ricordo emotivo che sapevo la paziente manteneva nel proprio subconscio, e ben evocato dalla stessa ansia di un nuovo intervento. In altre parole, la signora era motivata proprio dalla sua stessa tensione, così come accade alle partorienti che sono particolarmente recettive anche per la paura del parto.

C’è stato bisogno anche di un aiuto esterno?

Si, certo; ci ha aiutate una persona capace di gestire con intelligenza il così detto “comando post–ipnotico”, una specie di interruttore che, dopo la preparazione, permette di entrare ed uscire dalla trance in modo velocissimo.

Per cosa si utilizza la tecnica dell’ipnosi?

I campi di applicazione sono tanti, anche se, soprattutto in psicoterapia, è un pò come una siringa vuota, un mezzo per entrare in contatto con gli strati più profondi della mente da cui originano ansie, conflitti, insicurezze. E’ fondamentale ciò che si mette all’interno della siringa. Può essere un’ottima tecnica “psicochirurgica”. L’ipnosi è solo un mezzo antichissimo e intelligente ma và usato da menti competenti, rischio un grave danno al paziente.

Ci può fare un esempio?

In stato di trance è possibile rimuovere certi sintomi somatici di origine psichica, ma è fondamentale sapere che ciascun sintomo ha valore difensivo per il soggetto e può essere pericolosa una rimozione non accompagnata dalla terapia delle cause profonde del disturbo. Emblematico il caso di un uomo a cui, in Inghilterra, fu rimossa la paralisi del braccio destro. Si trattava ovviamente di una conversione isterica e non di una paralisi su base organica e l’uso indiscriminato della tecnica portò l’uomo ad “utilizzare” quel braccio, eliminandogli l’ultimo meccanismo con cui inconsciamente egli stesso si impediva di passare all’azione: così uccise la moglie, sparandole con quella mano sbloccata senza competenza. L’ipnosi può essere usata in campo chirurgico per eliminare l’ansia pre e post operatoria, per anestetizzare, in campo ostetrico, odontoiatrico e in molte psicosomatosi; può essere di grande aiuto anche nella preparazione di esami diagnostici come endoscopie, arteriografie ed altri.

In psicoterapia è una tecnica utile?

Attualmente le tecniche di ipnosi psicoterapeutica più usate sono quelle Ericksoniane, basate sull’uso della metafora. Il loro utilizzo più sofisticato può persino “aggirare” lo stato di coscienza ed entrare nel fondo della psiche senza la necessità della trance classica. Per certi aspetti è un pò quello che accade, in negativo, nel condizionamento psicologico della pubblicità ben studiata. Si tratta di tecniche di “Comunicazione Subliminale” che io insegno da anni. Il modo più intelligente di usarle è spesso quello diretto a rinforzare la personalità profonda ed a infondere fiducia in se stessi con un recupero di energie. L’ipnosi può essere anche uno strumento efficacissimo per studiare gli strati profondi dell’Io con tecniche definite di “Ipnoanalisi”.

Siamo tutti ipnotizzabili?

La maggioranza delle persone lo è, anche se la cultura classica dà spesso una iniziale resistenza ad abbandonare lo stato di coscienza ed a rilassarsi alla voce del terapeuta. Molti sono convinti di non essere soggetti adatti ma in realtà il 90% delle persone è ipnotizzabile, purchè abbia un’intelligenza normale. Nei molto anziani con degrado cerebrale arteriosclerotico la risposta è inferiore; negli psicotici non è indicata perchè si corre il rischio di aumentare il loro stato dissociativo.

Questo vuol dire che l’ipnosi è una tecnica utile ma poco conosciuta?

Si, proprio così. Purtroppo c’è molto scetticismo persino nella classe medica. Ricordo quando alcuni anni fa in un ospedale napoletano preparai un mio paziente per un esame diagnostico piuttosto traumatizzante, terminato il quale lui chiese quando avremmo iniziato: aveva beatamente sognato di stare disteso su una bellissima spiaggia durante l’effettuazione dell’esame. Dopo aver superato lo scetticismo di alcuni colleghi dapprima increduli, fui chiamata da un tecnico che aveva assistito all’esame perchè aiutassi la moglie a partorire dopo circa un mese. Gli risposi che avrei potuto, ma ovviamente dovevo vedere la signora e prepararla. Gli bastò parlare col suo ginecologo per disertare l’appuntamento da lui stesso insistentemente richiestomi. Questo la dice lunga sulla misconoscenza della materia, persino nella stessa classe medica; almeno alcuni anni fa.”
    
Come riportato sull’ottimo sito Ipnoguida.net (http://www.ipnoguida.net/2009/10/ipnosi-a-distanza/): "L’ipnosi al telefono ha un’unica similitudine rispetto all’induzione standard, che prevede la compresenza di operatore e soggetto, e che consiste nell’utilizzo della voce. Non potendo vedere il soggetto, l’operatore ipnotico non ha nessun mezzo di verificare la trance, non potendo scorgere nessuno degli indizi che ne indicano l’insorgenza: immobilità, fissità dello sguardo, cambio di colore del volto, rilassamento della muscolatura, etc.. Da un certo punto di vista è come fare ipnosi al buio, potendo contare soltanto sulle risposte verbali del soggetto all’altro capo del filo. L’ipnosi al telefono richiede almeno una prima induzione convenzionale, che serve a stabilire il rapport ipnotico e un segnale automatico per la reinduzione dell’ipnosi. Ipnotizzare per la prima volta il soggetto al telefono, proprio per l’impossibilità di vedere le sue reazioni, può risultare difficile, ed è sicuramente più complicato che in un setting convenzionale. Per fortuna la tecnologia odierna ci mette a disposizione tecniche nuove per praticare l’ipnosi a distanza, che non hanno i limiti della comunicazione telefonica. Ci sono tecniche di comunicazione video a basso costo, presenti ormai sui PC di ogni fascia di prezzo, che sono più che sufficienti per realizzare una induzione ipnotica a distanza. Vedere le risposte del soggetto, consente di modulare meglio l’induzione. Questa modalità di fare ipnosi è limitata soltanto dall’impossibilità di toccare il soggetto, cosa che, comunque, non è necessario fare.".

Appare davvero difficile sostenere che ipnotizzare una persona a distanza sia materia da saltimbanchi.

Ipnosi di massa

Una forma di ipnosi a distanza che prevede l’induzione di suggestioni ipnotiche mediante la non direttività del contatto o l’uso di un mezzo come la televisione è la cosidetta ipnosi di massa.
È una forma di comunicazione usata abilmente dalla TV e da altri veicoli di condizionamento o suggestione mentale.

Uno dei più eclatanti episodi è quello avvenuto l’8 settembre 2009 sulle frequenze di Channel Nine, televisione australiana. Nel corso della trasmissione “A Current Affair” vennero indotte delle trance ipnotiche nei confronti degli spettatori per indurre gli stessi a perdere peso. La trasmissione culminava infatti con una breve sessione di ipnosi che durò per circa un minuto.
Intervenne quindi l’Australian Communications and Media Authority che bloccò l’ulteriore messa in onda della trasmissione sanzionando anche l’emittente per violazione dei codici deontologici.

Ma risulterà forse ancora più sorprendente sapere che l’ipnosi di massa è stata addirittura impiegata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante i discorsi e i comizi tenuti in campagna elettorale (16).
Analizzando infatti i discorsi di Obama si nota che in essi sono presenti molti dei capisaldi della Programmazione Neuro Linguistica e dell’ipnosi ericksoniana. In particolare Obama ha fatto ricorso a:

  • Induzione della trance
  • Ancoraggio ipnotico
  • Stimolazione distrazione e utilizzazione
  • Aggiramento del fattore critico
  • Suggestioni sparse

In pratica una buona parte del repertorio usato da Erickson e spiegato da Richard Bandler e John Grinder nella teorizzazione della PNL.


Conclusioni

Quello che ci premeva innanzitutto stabilire è che, malgrado critiche pretestuose e pregiudiziali, l’ipnosi a distanza non solo esiste ma è applicabile ed assolutamente priva di controindicazioni o rischi per il soggetto che ad essa ricorre.
L'uso dell'induzione ipnotica a distanza è comunque una "soluzione paracadute" qualora non sia possibile organizzare una più fattiva seduta "de visu". Questo perché l’efficacia dell’ipnosi ericksoniana si fonda su un principio base che è la creazione del “rapport” tra soggetto e ipnotista, ossia sulla creazione di un rapporto empatico di totale fiducia tra le due parti coinvolte. Stabilire questo legame empatico serve a:
motivare il soggetto a collaborare abbassando il più possibile le resistenze consce che potrebbero complicare la seduta ipnotica;
conoscere e ridurre il tipo di preconcetti che il soggetto ha sulla natura dell'ipnosi e dei suoi effetti (17).

Una potenziale inefficacia di questo strumento appare piuttosto probabile se l’ipnologo di turno non si dimostra abile e competente e se ne dovesse fare un uso sistematico e non straordinario.


NOTE

(9): http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Robert_Richet
(10): Vincenzo Nestler, “La Telepatia” ed. Mediterranee 2004
(11): http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Janet
(12): http://cosco-giuseppe.tripod.com/storia/stregoneria.htm
(13): http://www.gaiascienza.com/docsecret_braniscelti.htm
(14): http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/277474.aspx
(15): http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=801
http://italiasalute.leonardo.it/news.asp?ID=3209
http://www.hiperformance.it/
(16):http://www.autostima.net/raccomanda/ma-obama-ha-usato-l-ipnosi-charlie-fantechi/
http://www.stampalibera.com/?p=6444
http://www.freedomsphoenix.com/Find-Freedom.htm?At=039963&From=News
http://www.aapsonline.org/newsoftheday/0089
(17): Orne, M.T., Whitehouse, W.G., Dinges, D.F., & Orne, E.C. Reconstructing memory through hypnosis: Forensic and clinical implications. In H.M. Pettinati (Ed.), Hypnosis and memory. New York: Guilford Press, 1988. Pp. 21-63
http://www.psych.upenn.edu/history/orne/orneetal1988inpettinatibc.html



Commenti (21)
  • dar56  - tante risposte...altre domande!
    avatar
    Grazie.
    Articolo molto chiaro e comprensibile che ho letto con vivo interesse.
    Devo dire che mi ha risolto più di un dubbio sull'argomento, dubbi generati senz'altro da una cattiva informazione che abbonda specie nei film e nei programmi televisivi (caso emblematico-ma anche, devo ammettere onestamente, con risultati davvero esilaranti- il film di Woody Allen, "Lo scorpione di giada";), però un fatto mi rimane ancora non chiaro....
    Mentre leggevo l'articolo (non so perché) mi è venuto in mente il libro di Cathy O' Brien "Trans Formation of America" dove la scrittrice racconta i suoi anni vissuti da schiava della mente sotto la cia e mi sono chiesto: "quanto sono vicine le tecniche di controllo della mente usate da quei farabutti della cia e le tecniche ipnotiche?!"
    In pratica il problema è questo. Potrebbe essere che l'ipnosi, come tante altre cose che fanno parte della nostra vita, sia qualcosa di neutro? né buono né cattivo di per se ma soggetto all'uso che una persona male o bene intenzionata ne fa? Come un martello. Un martello è un oggetto neutro di per se, però se lo uso per infilare un chiodo nel muro è buono, se invece lo do in testa al mio vicino è cattivo (anche se dipende dal vicino a volte....SCHERZO! :P ).
    E poi un'ultima cosa.
    Normalmente sarei pronto a giurare che l'idea di ammazzare qualcuno sia un gesto che va assolutamente contro la mia morale e quindi nessun ipnologo potrebbe costringermi a compiere un tale gesto ma...ma se aggirasse l'ostacolo "morale"? mi spiego meglio.
    Qualcuno potrebbe convincermi sotto ipnosi che la mia vita è in pericolo (o magari la vita di qualche persona a me molto vicina) perché minacciato dall'attacco di alieni spaventosi e quindi indurmi ad uccidere (spinto dall'istinto di sopravvivenza) qualcuno che io vedrei come un pericoloso e mostruoso nemico?
    Che tecniche hanno usato con gli attentatori di personaggi come Kennedy, Johon Lennon o Martin Luther King? Pare che queste persone non si ricordassero nulla di quello che avevano fatto e furono ritrovate in evidente stato confusionale.
    Ci tengo a precisare che le mie domande non vogliono minimamente essere provocatorie, vorrei solo capire ancora di più riguardo un argomento che mi affascina molto e sul quale sospetto davvero che ci sia troppa disinformazione e poi vorrei avere tutte le risposte giuste da contrapporre a tutti i critici che mi circondano quando ne parlo in giro :lol:
    Ancora un grande grazie ed un forte...ciaooooo!!!
  • Giuseppe Galeota Al Rami  - ciao a tutti
    buonasera. sono giuseppe al rami. mi occupo di astrologia e ho avvertito immediatamente che tra la mia e la vostra materia ci sono molte cose in comune. primi tra tutti, il pregiudizio e la disinformazione.
    avrei alcune domande di tipo tecnico che mi impone la deformazione professionale :whistle:

    il dottor Viola ci spiega l'ipnosi e la sua funzionalità ma non ci spiega in che misura lo stimolo ipnotico ha una valenza qualitativa per ogni persona. più semplicemente: la regola è uguale per tutti? funziona sempre allo stesso modo? se a quello stimolo, la reazione è diversa da soggetto a soggetto, su quali basi possiamo definire i suoi effetti? facendo la media su di un campione statistico?
    esistono statistiche riconosciute in ambito accademico, che attestino la validità del metodo ipnotico? se no, che valore è giusto attribuire al metodo e perchè?

    per quanto concerne il punto 8: come possiamo stabilire e in che misura, che il ricordo possa essere potenziato? cioè: chi ci assicura che il ricordo non sia altro che una costruzione della mente arricchita di particolari anche immaginari?

    poi sempre al comma 8 si legge:L’inconscio, infatti, secondo la psicoterapia ericksoniana (http://www.erickson-foundation.org/) comprende quello che noi conosciamo anche senza la consapevolezza di averlo conosciuto ed accoglie le potenzialità insite che sovente l’individuo ignora di possedere. Esiste così la possibilità di colloquiare con l’inconscio e soprattutto di mettere l’individuo in comunicazione con la riserva delle sue esperienze e delle sue risorse.

    la mia domanda è questa: come faccio a stabilire che quello che dice il signor Erikson sia vero, sempre vero, qualche volta vero? cioè: esiste un modo per definire con certezza che a livello inconscio noi possiamo attingere a potenzialità che crediamo di non possedere?
    faccio un esempio: nella mia materia,per definire che quel pianeta ha tale significato, si procede attraverso un analisi analogica e attraverso poi la statistica. se notiamo che il collegamento analogico tra un fatto e un pianeta possa essere riscontrato attraverso l'analisi di un alto campione statistico, allora vorrà dire che il collegamento è giusto. nel caso dell'ipnosi come si procede?

    spero di non esser apparso tedioso o provocatore e ribadisco il fatto che sono solo un grande curioso che non ama dare per scontato quello che legge, ma capire in profondità le questioni e magari per poter cogliere altri legami con la mia materia.

    un saluto a tutti e a chi vorrà intervenire a rispondermi. complimenti per la serietà del sito.



  • rosa
    :0
  • Alex Torinesi
    avatar
    Mi riprometto di rispondere, per quanto mi è possibile, a tutte le domande che sono state poste finora. Datemi un pò di tempo e torno da voi ;)

    Alex
  • Giuseppe Galeota Al Rami  - per dar56
    ciao. sono completamente ingorante in materia, però ho inteso che l'ipnosi eriksoniana è una tecnica che non abbassa mai completamente la guardia della razionalità e che siamo indotti a fare solo quello che vorremmo fare. anche ammettendo di essere in grave pericolo di vita, tocca sempre al nostro essere se stessi il compito di decidere sul da farsi.

    altro paio di maniche è invece un' eventuale altra tecnica ipnotica più invasiva (se esiste), magari spalleggiata da una piu o meno adeguata somministrazione farmacologica. intuisco che potrebbe essere una risposta alle tue domande ma non ne sono certo.
  • ufoMAXine
    avatar
    Caro Giuseppe. "COSA" è "vero"?
    E cosa vuol dire "vero"?

    Queste sono le "condizioni al contorno" per risponderti, altrimenti è aria fritta.
  • Giuseppe Galeota Al Rami  - re:
    ufoMAXine ha scritto:
    Caro Giuseppe. "COSA" è "vero"?
    E cosa vuol dire "vero"?

    Queste sono le "condizioni al contorno" per risponderti, altrimenti è aria fritta.



    è vero ciò che è uiversalmente riconosciuto.
    è potenzialmente vero ciò che ancora non è universalmente riconosciuto

    inoltre il concetto di vero è anche soggettivo.

    dunque vero o falso è aleatorio.

    è aria fritta a sto punto tutto ciò che ruota attorno al concetto di vero o di falso, visto che esso dipende da una moltitudine di fattori.

    ora sta a noi definire un sistema che stabilisca il vero, senza che ognuno possa diore tutto e il contrario di tutto, nuotando nell'anarchia mentale più totale.
  • controbigotto  - S.I.M.B.A.D.
    avatar
    Ciao, ho provato a fare il SIMBAD anche se non sono un addotto per tentare di mettere insieme e farle conoscere tra loro Anima Mente e Spirito.

    Quando sono nello studio pero' come faccio a rendermi conto se e' tutto frutto della mia fantasia o se i personaggi interagiscono veramente ?
    Domando questo perche' io non sono sicuro di avere un Anima per cui quello che vedo puo' essere forzato e mi sto' facendo dei viaggi mentali che non portano a niente.
    Come si fa' per sapere se si ha Anima ???

    Ciao.
  • Duende
    avatar
    Un bell'articolo che dipana parecchi dubbi su alcuni punti più "spinosi" della questione.
    Complimenti all'autore ;)
  • ufoMAXine  - re: re:
    avatar
    Giuseppe Galeota Al Rami ha scritto:

    è vero ciò che è uiversalmente riconosciuto.
    è potenzialmente vero ciò che ancora non è universalmente riconosciuto


    Vero - Falso
    Verosimile - Inverosimile

    Ci sono molte cose verosimili ma false (citiamo i vari attentati cosiddetti politici o le guerre di religione).
    Ci sono altre cose inverosimili ma vere (evito esempi perché in quanto inverosimili darebbero il via a infinite polemiche).

    Io personalmente guarderei con sospetto all'universalmente riconosciuto, la validità delle religioni è una cosa universalmente riconosciuta. L'esistenza di opposti schieramenti politici è universalmente riconosciuta e se vogliamo pure l'inaffidabilità dell'astrologia come scienza è (in ambiente accademico) universalmente riconosciuta.

    Dunque credo che la tua domanda dovrebbe essere riformulata per avere una risposta accettabile ed onesta. Io personalmente non me la sento più di utilizzare il termine "vero" o "falso" in quanto estremamente relativi. Spero che Alex possa risponderti in modo più soddisfacente.

    PS la considerazione sull'ipnosi farmacologica è raccapricciante.
  • Giuseppe Galeota Al Rami  - re: re: re:
    ufoMAXine ha scritto:
    [quote=Giuseppe Galeota Al Rami]
    è vero ciò che è uiversalmente riconosciuto.
    è potenzialmente vero ciò che ancora non è universalmente riconosciuto


    Vero - Falso
    Verosimile - Inverosimile

    Ci sono molte cose verosimili ma false (citiamo i vari attentati cosiddetti politici o le guerre di religione)...............

    PS la considerazione sull'ipnosi farmacologica è raccapricciante.[/quote]

    hai chiarito un punto fondamentale ma della quale ero già a conoscenza. sei stato molto bravo comunque a spiegare il concetto. se si tratta solo di una questione retorica, formale allora dovrei riformulare come dici tu le mie domande: però il concetto rimane sempre lo stesso: cambio il termine vero con il termine verosimile per ogni domanda da me posta.

    la mia ipotesi sulle droghe è raccapricciante; ma per restare in tema, è verosimile e ci sarà pure un modo per stabilirlo. se tutto è relativo sarà probabile la verosimiglianza della mia affermazione una volta stabilito e verificato il concetto. allora diviene vero vero o falso e siamo punto e daccapo.
  • Alex Torinesi  - re: tante risposte...altre domande!
    avatar
    Per Dar56

    dar56 ha scritto:

    quanto sono vicine le tecniche di controllo della mente usate da quei farabutti della cia e le tecniche ipnotiche?!"


    Non poi così tanto. Il famigerato progetto MK Ultra finalizzato al controllo mentale, impiegava l'ipnosi solo in minima parte. Il grosso del casino lo combinavano con la somministrazione di droghe, varie porcherie chimiche ed esperimenti di condizionamento mediante campi magnetici...

    Citazione:

    Potrebbe essere che l'ipnosi, come tante altre cose che fanno parte della nostra vita, sia qualcosa di neutro? né buono né cattivo di per se ma soggetto all'uso che una persona male o bene intenzionata ne fa?


    L'ipnosi è parte costante della nostra quotidianità. Dargli una valenza duale (buono-cattivo) equivarrebbe ad imputare al sonno, alla fame o alla stanchezza significati positivi o negativi (inapplicabile). Diversa è l'induzione della trance ipnotica ad opera di un soggetto (ipnologo) nei confronti di un qualunque soggetto. Vale sempre il discorso che nessuno può essere messo in trance se non lo vuole e se non ha fiducia nell'operatore. Nessuno!

    Citazione:

    Qualcuno potrebbe convincermi sotto ipnosi che la mia vita è in pericolo (o magari la vita di qualche persona a me molto vicina) perché minacciato dall'attacco di alieni spaventosi e quindi indurmi ad uccidere (spinto dall'istinto di sopravvivenza) qualcuno che io vedrei come un pericoloso e mostruoso nemico?


    No! Nessuno può inculcare convinzioni fallaci. Laddove accade è in realtà un far emergere qualcosa che il soggetto già pensa.
  • Alex Torinesi  - re:
    avatar
    Duende ha scritto:
    Un bell'articolo che dipana parecchi dubbi su alcuni punti più "spinosi" della questione.
    Complimenti all'autore ;)


    Ti ringrazio :)
  • Alex Torinesi  - re: ciao a tutti
    avatar
    Giuseppe Galeota Al Rami ha scritto:

    il dottor Viola ci spiega l'ipnosi e la sua funzionalità ma non ci spiega in che misura lo stimolo ipnotico ha una valenza qualitativa per ogni persona. più semplicemente: la regola è uguale per tutti? funziona sempre allo stesso modo? se a quello stimolo, la reazione è diversa da soggetto a soggetto, su quali basi possiamo definire i suoi effetti? facendo la media su di un campione statistico?


    No, non funziona sempre allo stesso modo (intendo... producendo i medesimi effetti nello stesso tempo) proprio per il fatto che l'ipnosi è una "scienza" empirica, sperimentale per definizione poichè lavora sulla soggettività. La dimostrazione è il fatto, ad esempio, che non tutte le persone che ricorrono alla cosiddetta ipnosi clinica per risolvere problemi di svariato tipo (dall'insonnia al tabagismo, dalle fobie alle dipendenze, etc.) guariscono o guariscono nello stesso tempo. Ma questa è una caratteristica anche della medicina tradizionale (basti pensare che alcuni farmaci o terapie preposte alla cura di determinate patologie non hanno sempre effetto su ogni paziente o quantomeno non hanno sempre la stessa efficacia). Possiamo però affermare che l'ipnosi ha, statisticamente, un ottimo score ;)


    Citazione:

    esistono statistiche riconosciute in ambito accademico, che attestino la validità del metodo ipnotico? se no, che valore è giusto attribuire al metodo e perchè?


    Statistiche ne esistono sicuramente ma non ne conosco le fonti per cui preferisco non dare dati che poi lasciano sempre il tempo che trovano. Il valore scientifico da attribuire all'ipnosi è dato dalla quantità industriale di pubblicazioni che esistono al riguardo (parlo naturalmente di pubblicazioni su riviste scientifiche)


    Citazione:

    come possiamo stabilire e in che misura, che il ricordo possa essere potenziato? cioè: chi ci assicura che il ricordo non sia altro che una costruzione della mente arricchita di particolari anche immaginari?



    Mediante una verifica incrociata. Incrociando informazioni emerse in stato ipnotico con dati oggettivi ricavati da altre fonti (questa è la prassi che usa la cosiddetta ipnosi forense). L'ipermnesia è una peculiarità ormai conclamata dell'ipnosi e verificata da tempo. Attenzione: non sto affermando che TUTTI i ricordi che emergono in ipnosi sono automaticamente veri. Il soggetto infatti può ritenere profondamente vere delle cose che in realtà poi non si dimostrano tali (diremmo, più semplicisticamente, che egli le ritiene tali in buona fede). Se però i dati che emergono grazie all'ipermnesia vengono cross-correlati con gli stessi che escono da un numero "x" di altre testimonianze prese nelle stesse condizioni e combiaciano in ogni più singolare dettaglio (anche quelli apparentemente insignificanti), allora hai automaticamente un riscontro oggettivo (metodo, per altro, con il quale si muove la medicina).
    Aggiungo anche che un ricordo è tanto più vero quanto maggiore è il carico emotivo e sensoriale associato ad esso.
  • Giuseppe Galeota Al Rami  - complimenti!
    grazie mille per le tue (scusa se ti do del tu)risposte che han saziato la mia curiosità. complimenti per la preparazione e la chiarezza del linguaggio.
    ho altre due domande:
    parli di dati oggettivi ricavati da altre fonti.

    mi potresti fare un esempio per definire quali potrebbero essere dei dati oggettivi e quali potrebbero essere le altre fonti?

    mi potresti inoltre spiegare meglio il concetto di ipermnesia?

    grazie e ancora complimenti.
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 21 Febbraio 2010 18:44 )  
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