Valerio passava un momento difficile: da una parte sapeva che stava raccontando delle cose ma dall'altra non sapeva cosa stava dicendo e questo lo cominciava a preoccupare. D'altro canto ancora non aveva detto tutto e seppur rischioso per la sua psiche avevamo valutato che potevamo ancora continuare a tenerlo all'oscuro dell'entità dei suoi ricordi. Avremmo lasciato ai soliti critici di dirci che sicuramente, secondo loro, avevamo fatto male.
Ma un conto è lavorare su queste cose come facciamo noi del CUN e un conto è sentire le critiche di chi non ha mai sperimentato esperienze come le nostre. Si tratta spesso di scientisti, di componenti del CICAP (Comitato del controllo sul paranormale) che vogliono intromettersi senza competenza.
Ancora infatti devo capire cosa c'entra il paranormale con i fenomeni Ufo e ancora devo capire come si possa controllare il paranormale.
Il fatto che esista un comitato di controllo sul paranormale sembrerebbe ammettere che il paranormale esista davvero (cosa a cui io non credo minimamente).
Il paranormale e il fenomeno degli Ufo non hanno a che fare tra loro, sono due cose completamente staccate, divise, differenti, come il calore e il colore: due fonti di energia relazionabili dovute però a due cause scatenanti differenti.
Voglio in questa sede precisare che il paranormale non esiste perché è assolutamente normale. Si tratta di punti di vista ma tutto ciò che segue le leggi dell'universo (e non della fisica umana, beninteso), è da considerarsi normale, mentre tutto ciò che non segue le leggi dell'universo non è paranormale ma semplicemente inesistente. Non esistono dunque i miracoli per il semplice motivo che non possono essere! Esistono invece fenomeni fisici sconosciuti e difficilmente interpretabili ai quali i religiosi strumentalisti danno il nome di miracoli e i pseudo-fisici danno il nome di credenze popolari. In realtà tali fenomeni fisici esistono indipendentemente dalle religioni e dalla fisica dell'uomo.
Purtroppo noi ci trovavamo con Valerio di fronte a realtà ben diverse.
Eravamo ormai pronti all'ennesima seduta ipnotica ma questa volta avremmo introdotto una novità che avrebbe tagliato la testa al toro. Avevamo studiato con Moretti una tecnica per evitare che Valerio dicesse bugie e per al contrario spronarlo a dire sempre la verità, ma seguiamo le prime fasi di questa ipnosi e ci renderemo conto da soli di cosa stavamo per fare...
M: io ti comunico due comandi ipnotici che dimenticherai totalmente anche se avranno piena efficacia (Moretti si rivolge a Valerio); il primo comando è questo "in modo automatico se tu dovessi dire qualcosa che non corrisponde a ciò che è inserito nella tua memoria, se ci fosse una qualche differenza fra ciò che tu hai nei tuoi ricordi e ciò che tu dici, se vi sarà differenza il braccio destro si alzerà inevitabilmente in modo automatico".
Secondo ordine: "riagganciandomi all'ordine post ipnotico dell'ultima seduta, questa volta ti sarà molto più facile superare i tuoi blocchi di memoria".
Ora dimentica questi ordini e discendi nel sonno più profondo... più profondo...
(Oltre ad aver sollecitato Valerio a ricordare con più chiarezza, si è introdotto l'ordine ipnotico sul movimento del braccio destro. Infatti tale movimento, dobbiamo ricordarlo per i neofiti dell'ipnosi, appare in Valerio completamente sganciato dal volere del subconscio ma è vincolato da quello dell'inconscio, cioè da quella parte di noi incapace di mentire poiché non conosce il valore delle menzogne. Non sapevamo fino a quale punto il sistema avrebbe funzionato ma eravamo tutti ansiosi di scoprirlo) dormi, dormi profondamente... voglio che tu raggiunga la stessa profondità di sonno che raggiungi nel pieno della notte non appena avrò finito di contare fino a dieci...
(Moretti conta lentamente da uno a dieci, gli attimi sembrano interminabili... ). Da questo momento risponderai alla voce che ti parla in modo semplice e naturale e secondo le regole che sono state dettate precedentemente.
C: Valerio mi senti?
V: si
C: ora ti chiederò tra un istante di ricordare un episodio della tua vita, ti chiederò al mio via di rivedere come in uno schermo televisivo tutta la tua vita a ritroso, come se tutto fosse stato registrato su un nastro televisivo che tornasse però indietro a grande velocità.
Ti chiederò di far fermare il nastro televisivo nel momento stesso in cui hai visto per l'ultima volta gli esseri che hai descritto... quando dirò via, questo nastro scorrerà velocemente, velocemente, velocemente davanti ai tuoi occhi e si fermerà di scatto davanti alla scena che rappresenta l'ultima volta che tu hai visto quegli strani esseri che hai descritto già in precedenza.
Quando la scena si presenterà davanti a te, e l'avrai davanti a te, alzerai il braccio sinistro (con questo sistema il braccio sinistro non può interferire con il destro che ha un'altra ben più importante funzione da svolgere, la funzione vero falso!)
Alla mia parola via tu partirai con questo viaggio a ritroso nel tempo... VIA!
(dopo qualche istante Valerio, che si sta visibilmente scuotendo sul lettino, alza il braccio sinistro)
Ora come in un fermo immagine davanti a te c'è quella scena, facciamo ripartire questo ipotetico videoregistratore e tu descriverai ciò che vedi, davanti a te (il risultato che vogliamo ottenere con questa induzione ipnotica è duplice: in prima istanza vogliamo evitare che Valerio riviva in prima persona, quindi corredata di tutto il bagaglio emozionale, un'esperienza che lui stesso potrebbe aver volutamente cancellato dai suoi ricordi perché troppo negativa: il trucco film in Tv spersonalizza l'esperienza vissuta poiché la ripropone come appartenente al mondo della fiction; d'altro canto questa volta siamo partiti a ritroso nel tempo, dal momento attuale all'indietro. Infatti Valerio sembrava non ricordare nulla se si partiva dall'ultima abduction e si veniva avanti nel tempo fino ai giorni nostri. Volevamo quindi tentare quest'altra direzione temporale.
Dove ti trovi?
V:... (pausa)... mh mi sembra in una specie di clinica o di ospedale ma non ne sono sicuro... non ne sono sicuro...
C: c'e qualcosa dentro di te che ti impedisce di dire la verità
V: si
C: parlane pure apertamente, cosa è?
V: credo che si tratti di un sogno si... (Valerio alza il braccio)... no... si... no (il braccio di Valerio si abbassa)
C: allora non è un sogno?
V: mi sembra
C: prova a descrivere questi ricordi
V: io ho fatto ultimamente un paio di sogni... no... non mi ha dato fastidio...
C: è il sogno della ragazza?
V: si (Valerio ha sognato una strana ragazza con pochi capelli caratterizzati da una attaccatura molto indietro sulla fronte. Siccome questo sogno ricorrente era comune a molti rapiti americani che dicevano di avere incontrato queste strane creature, volevo vederci più chiaramente. Valerio non voleva affrontare questo argomento e qualcosa lo disturbava; sembrava inoltre che molte delle sue fobie di carattere sessuale, di cui parleremo più estesamente in seguito, scaturissero dai ricordi provocati da questo sogno.)
V: era strana sembrava... (Valerio tossisce) quasi disegnata (Valerio tossisce ancora insistentemente)... C'e un odore... (Valerio ha difficolta di respirazione)... mhm...
C: un odore disgustoso?
V: si
C: di cosa sa?
V: è come un qualcosa di alcolico ma anche di elettrico nello stesso tempo mescolato ad altre cose, faccio fatica a respirare, e molto intenso, mi dà fastidio.
C: descrivi la stanza in cui sei
V: c'e un... sembra una specie di clinica o di ospedale... una stanza del genere credo (Valerio alza il braccio destro) ci sono i pannelli di metallo sono strani è un metallo strano levigato non so spiegare.
C: sei proprio sicuro che si tratti di una clinica?
V: si... (il braccio si alza)... no... si... nnno (il braccio si riabbassa e il nostro sistema di controllo sembra proprio funzionare)
C: non e una clinica, guarda bene, con calma, quali particolari di questa stanza hai notato?
V: ci sono persone che vanno e vengono si (la voce di Valerio si fa spezzata e insicura)
C: come sono queste persone?
V: decisamente alte
C: descrivile
V: sembra che abbiano strane lenti a contatto, sono abbastanza alti e non sembrano di corporatura muscolosa però sembrano robusti e sono alti
C: quanto sono alti?
V: non saprei ma mi ricordano i giocatori della pallacanestro ma molto più magri
C: e il colore della loro pelle?
V: bianca, si, chiara, si
C: e i capelli?
V: sono chiari forse biondo chiaro forse bianchi, lunghi, non molto lunghi, fino a metà schiena più o meno
C: e le mani come sono fatte?
V: come le mie... hanno delle falangi sottili, cinque dita, mh, si, si
C: sono vestiti in qualche modo particolare?
V: è come se avessero delle tute da sub, ci assomigliano però sono sottili non sembrano spesse, hanno degli oggetti, una cintura e hanno degli orologi ad ambo i polsi o qualcosa di simile, si.
C: gli occhi come sono fatti?
V: sembrano occhi orientali ma un po' più larghi ma dal taglio orientale. Pare che abbiano delle lenti a contatto si.
C: come mai dici delle lenti a contatto?
V: la pupilla non è come la nostra è diversa un po' più sporgente sembra una lente a contatto anzi... si... si
C: cosa fanno questi esseri?
V: (Valerio ha uno scatto sul lettino) alcuni entrano e poi escono, ne vedo altri fuori che viaggiano camminano insieme a coppia o sono tre e si dirigono verso altre direzioni
C: come è fatta la stanza in cui c'e tutto questo traffico?
V: non è quella fuori si è fuori
C: descrivi allora questa stanza fuori
V: non la vedo bene no ma e come se ci fossero delle vetrate vedo dei vetri (Valerio alza il braccio )... no non vetri, no sembra vetro ma non lo è perché ogni tanto diventa scuro, come se fossero delle grosse TV, non hanno luci come se fossero degli schermi del cinema, a volte diventano scuri, come pannelli di metallo, a volte vedo attraverso gente che cammina, si
C: e invece tu sei in un'altra stanza?
V: io si sono all'interno
C: cosa c'e all'interno?
V: niente
C: sei solo in questa stanza?
V: si (Valerio alza il braccio)... no... si... no
C: chi c'e con te?
V: una donna... no una ragazza (Valerio e a disagio)
C: come è questa ragazza?
V: l'ho spiegato ho sognato questa ragazza era scura di pelle nel sogno sembrava tipo una mulatta (Valerio alza il braccio) e aveva i capelli lunghi e biondi e sembravano sembravano nylon
C: guarda bene
V: si... no (Valerio è molto agitato) non lo so, non lo so ( il braccio di Valerio è sempre alzato)
C: era alta?
V: no
C: quanto era alta?
V: come me
C: aveva i capelli?
V: si
C: molti?
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