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Dentro di noi c'è la verità

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Erano passate le solite due settimane che ritenevamo utili per far passare a Valerio l'eventuale stress da ipnosi che temevamo potesse colpirlo quando ebbi modo di fissare un appuntamento con alcuni ormai non più giovanissimi ragazzi di un gruppo che, a La Spezia, negli anni Settanta si era interessato di UFO.

Io li consideravo più ufofili che non ufologi: erano passati più di venti anni da quando il gruppo con il quale lavoravano si era sciòlto. Alcuni di questi ex soci di questo gruppo negli ultimi dieci anni avevano richiesto un colloquio con me nell'intento di chiarire qualcosa che aveva a che fare con la fenomenologia UFO e che evidentemente li ossessionava ancora ad anni di distanza.

In quegli anni facevo già parte del Centro Ufologico Nazionale e mi occupavo della zona della Liguria perciò ero più volte andato a trovare il capo carismatico di questo gruppo, un certo Stelio Asso, operaio dell'Enel, che non si sa per quale mai strana e recondita ragione aveva raccolto attorno alla sua figura appassionati del problema. In quel periodo mi ricordo che alcuni awenimenti strani erano veramente accaduti e forse gli UFO c'entravano qualcosa.

La Marina Militare era stata allertata più volte e le era stato fornito anche un modulo ufficiale per avvistamenti che, in caso di bisogno, doveva essere debitamente compilato e spedito ai soliti "Servizi" che allora raccoglievano i dati sugli UFO per gli americani in Italia.

A colloquio con queste persone mi accorsi subito delle loro esigenze. Avevano assistito, quando il fenomeno degli UFO li aveva interessati in prima persona, a fenomeni quantomai strani e in particolare, una notte, nel loro punto di osservazione dove avevano delle rudimentali apparecchiature d'osservazione e dove loro pensavano ci fossero stati raggi e avvistamenti, le bussole magnetiche in loro possesso cominciarono a dare i numeri e tra il trambusto generale un essere piccolo e scuro fu visto saltare fra i cespugli di notte non lontano dalla loro posizione. lì problema fu che la figura venne fotografata da un componente del gruppo a prova indelebile di ciò che era successo.

Ulteriori ricerche di. quell'essere, quella notte non dettero alcun risultato. S interesso la questura della Spezia e alla fine la versione ufficiale fu che si trattava di un ardito incursore che di notte si era arrampicato per quasi ottocento metri in linea d'aria sul mare per qualche strana esercitazione.

La spiegazione dell'autorità lasciò più dubbi che chiarezze, comunque e passati più di vent'anni e ora le persone che avevano vissuto direttamente quella vicenda si interrogavano ancora su la storia. Notai che avevano paura di parlarne anche tra loro.

Vennero quindi un giorno da me per chiedere se si poteva riaprire l'inchiesta, se sulla base dell'unica fotografia venuta si potesse fare un'indagine più approfondita con il computer (cosa che noi facevamo di routine per altri casi fotografici). Io ovviamente spiegai loro che ormai era passato troppo tempo e per come erano andate a quel tempo le cose non credevo che si sarebbe giunti purtroppo a nessuna conclusione.

Al di là di questo episodio, simile a tanti altri, quello che mi colpi fu invece il rapporto che si era instaurato tra gli ex componenti del gruppo e quell'esperienza che di colpo li aveva riuniti. A venti anni di distanza loro erano tornati da me a chiedermi "ma è possibile che fossimo tutti matti è possibile che ci siamo sognati tutto? E' possibile che quella sera, là fuori, non ci fosse niente?".

Questo atteggiamento mi impressionò moltissimo; in fondo persone che non avevano più interessi dietro quelle vicende avevano per tanti tempo portato dentro di loro il desiderio irrisolto di dare una risposta alle loro domande. Questo episodio mi convinse che con Valerio dovevamo stringere i tempi e prima che arrivasse l'estate dovevamo affrontare una ennesima ipnosi risolutiva.

E fu così!

M: la tua mente entrerà in stretto contatto con Corrado e tu, in assoluta sincerità, risponderai a tutte le cose che Corrado ti chiederà.

C: Valerio...

V: si

C: ora io voglio che la tua mente vada a quel giorno quando tu e i due tuoi amici in motorino andaste su quel monte... questo è un episodio che hai già ricordato e vorrei che la tua mente andasse a quel momento in cui i tuoi amici ti hanno detto "vai a fare un po' di legna mentre noi prepariamo da mangiare".

Io vorrei che la tua mente si fermasse a quel momento e tu cominciassi a ricordare e a raccontare cosa ti sta succedendo (questa domanda era tesa unicamente a verificare la presenza dei suoi due amici e a vedere se anche loro erano stati vittima di qualche sorta di interazione con tutta la storia.

Sapevamo inoltre da Valerio che lui allo stato cosciente non ricordava assolutamente di essere mai stato con i suoi due amici sul monte: c'era dunque qualcosa da chiarire)

V:... mh... sono... sono confuso, riconosco il posto... si lo conosco...

C: che posto è?

V: un posto dove ci sono molte pietre, molto pietroso molto polveroso

C: come si chiama questo posto?

V: Piani di Praglia

C: chi sono i tuoi due amici?

V:... (pausa)... non li ho mai visti prima ma dicono di essere amici... non lo so (con un filo di voce. Qui ci eravamo resi conto che c'era qualcosa nel racconto di Valerio che non tornava. Non ricordava più gli amici che lo avevano accompagnato sul monte in motorino? Lui diceva di non averli mai visti prima quegli amici... ma allora chi sono questi due amici?)

C: descrivi i tuoi amici

V: mh... hanno... parlano nella testa non so, sento alcune voci che parlano insieme, alcune sembrano femminili e anche maschili ma parlano insieme. Io non li vedo parlare parlano insieme.

C: come li hai incontrati?

V: erano li

C: sui monti anche loro?

V: si

C: quanti erano?

V: quelli vicino a me erano due di fianco... si di fianco

C: e cosa facevano, raccoglievano anche loro della legna?

V: no raccoglievano delle pietre e strappavano dell'erba

C: come erano vestiti?

V: sembravano dei bambini, erano molto giovani, ma... cioè dimostravano pochi anni, sembravano in tuta da ginnastica molto attillata, sembrava una calzamaglia con incorporati anche gli stivali, una calzamaglia che gli fasci anche i piedi, si, e... mi hanno salutato allungando le mai con i palmi rivolti verso l'alto, poi sono ritornati alle loro faccende e raccoglievano un sacco di roba, raccoglievano quasi tutto, si...

C: erano tutti eguali tra loro?

V: s... sembravano eguali... a guardarli bene avevano le differenza molto piccole: erano alti uguali, la tuta o la calzamaglia che fosse aveva delle piccole differenze, sembrano eguali...

C: erano alti?

V: no (con voce tremante) erano un poco più bassi di me mi sentivo a mio agio con loro

C: e le mani come erano fatte?

V: avevano quattro dita più lunghe delle mie e le ung erano strane sembrava fossero dipinte

C: ma avevano guanti?

V: no, almeno non mi sembrava

C: si vedeva anche qualche strana macchina?

V:... Si

C: come era fatta questa macchina e dove era?

V: non era molto in vista ne spuntava un pezzo si... non si vedeva tutta: era nascosta dalla vegetazione ed era in movimento

si era in movimento si ed era... mi sento anche delle voci nella testa e vedo delle immagini che però non c'entrano niente dove... con il posto dove mi trovo e quello che sto vedendo. Eppure riesco a vedere due situazioni diverse una si una a quella in quel momento e un'altra vedo amici vedo altre situazioni o amici o conoscenti piiù o meno coetanei e queste voci mi parlano e dicono di parlare di loro e invece allo stesso tempo vedo anche che ci sono queste due persone che stanno raccogliendo pietre ramoscelli foglie e poi questa macchina dietro la vegetazione poco distante da noi

C: come è fatta, come è grande questa macchina?

V: eh... mh... una semisfera sembra trasparente e sarà... avrà una decina di metri di diametro e sarà alta circa cinque, una semisfera sembra di vetro o di plastica smerigliata, opaca, semitrasparente e ha delle lastre applicate sopra di tipo metallo assomiglia a un elmo medievale o dei turchi, saraceno più o meno (va sottolineato che Valerio conosce abbastanza bene la forma degli elmi in quanto organizza feste storiche in costume in tutta Italia ed ha una buona conoscenza delle forme delle armature medievali).

Ed alla base ha una specie di... di mh... di bordo, di rigonfiamento scuro, grigio molto scuro, sembra plastica o gomma, simile ai cuscinetti degli hovercrafts o alle camere d'aria delle automobili, è sollevato da terra più o meno tre metri, forse un po' di più ogni tanto si inclina, ruota lentamente e lì intorno c'e del vento cioè... non c'e vento, c'e lì in zona dell'oggetto. Dei ciuffi d'erba si strappano e finiscono dentro l'oggetto. Io mi avvicino, lo guardo però... l'erba va dentro, io la vedo scomparire appena raggiunge la base inferiore dell'oggetto. E' come se passasse attraverso una membrana invisibile che però nasconde tutto quello che entra lì dentro.

Però appena vado lì mi raggiungono e... mi fermano... non mi fanno male però mi prendono uno per parte dal braccio mi fermano con le mani e mi riportano gentilmente indietro e continuano a fare i loro affari indisturbati.

Si inginocchiano in maniera strana... mh come se pregassero...

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Febbraio 2009 08:41 )  
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