
L’ANIMA TRASCENDE E L’ALIENO TRASALE
di Corrado Malanga
20 luglio 2005
Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein, che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale. Ma questo cosa vuol dire?
Semplice, che:
l’Universo è un immenso ologramma.
David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste. Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Ologrammi: le parti ed il tutto in una sola immagine.Diversi livelli di consapevolezza, diverse realtà. Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso «organismo» fondamentale. In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Poiché concetti come la località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale dovrebbero essere interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di superologramma in cui il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente; questo implica che, disponendo degli strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel livello, ma con l’uso delle tecniche di ipnosi regressiva lo si sta già facendo!
Il Dott. Karl H. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei singoli neuroni od in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l'area del frammento di pellicola che contiene l'immagine olografica. Quindi il cervello stesso funzionerebbe come un Ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo quest’organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare, durante la durata media della vita. circa 10 miliardi di informazioni e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l'angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio, ma anche correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo. Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall'enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente, se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici: non è necessario scartabellare una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale, perché ogni frammento d’informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un'altra particolarità tipica degli ologrammi.
Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero, in realtà, essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza capace di provocare dei cambiamenti nell'ologramma corporeo. Allo stesso modo potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative, come la visualizzazione, risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la realtà: Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta. Persino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono essere facilmente spiegate se accettiamo l'ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro Gifts of Unknown Things, il biologo "Lyall Watson" descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana la quale, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che, mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte (www.aamterranuova.it ). Non rimaneva dunque che verificare se, con l’utilizzo della Coscienza dell’anima, come l’avevo in precedenza definita, si poteva alterare la realtà virtuale, eliminando le interferenze aliene. Avevo già visto che alcuni ordini post-ipnotici od alcune “visualizzazioni mentali” riuscivano a eliminare i parassiti alieni LUX, Sei Dita ed MAA, in alcuni soggetti più predisposti.
Ma cosa voleva dire predisposti? Si trattava quasi sempre di persone abituate alla meditazione, con livelli di coscienza e di consapevolezza superiori alla media. In alcuni casi invece, le cose sembravano non funzionare; è stato abbastanza complesso stabilire perché. Dai dati a disposizione appariva chiaro che non tutte le anime erano ugualmente coscienti della presenza aliena. L’anima, infatti, è una sola, ma ha diverse identità, che si esprimono attraverso le sue singole unità. Tali unità non hanno avuto modo, essendo, in questa fase dell’Universo, degenerate, di leggere tutti i dati dell’Universo stesso. Quella che ha “letto“ di più è più cosciente; quella che ha “letto” meno ha fatto meno esperienza. In questo contesto si introduce il capitolo sulla PNL Programmazione Neuro Linguistica dell’anima stessa contenuto in Alien Cicatrix. Se non si ristruttura l’anima e non la si prepara a leggere quel particolare punto dello spazio-tempo in cui si vede che, se le cose rimangono così come stanno, essa stessa dovrà comunque soccombere ai desideri alieni, con conseguente morte fisica dell’essere umano, non potremo mai pretendere che l’anima segua le nostre indicazioni. Prima di praticare la giusta visualizzazione mentale che produrrà l’effetto di eliminare gli alieni, bisogna fare in modo che l’anima prenda coscienza di questo particolare aspetto della realtà virtuale. Alcune anime lo sanno bene, e sono quelle di coloro che non possono essere parassitati dagli alieni. Altri, attualmente parassitati, capiscono immediatamente di cosa si tratta e possono attingere all’atto di volontà che li libererà.
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